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Videogiochi, siti, libri, reti sociali, incontri per vivere in famiglia l'era digitale

Month – aprile 2014

La vita sociale dei teenagers online? “E’ complicata”, ci spiega la studiosa danah boyd nel suo ultimo libro

s.g.- Schermata 04-2456754 alle 18.40.43Il titolo non lascia dubbi: danah boyd, ricercatrice alla Microsoft, specializzata nei rapporti fra giovani e nuovi media, mette subito in chiaro che il tema “è complicato”. “It’s complicated”, uscito da poco negli Stati Uniti, da Yale University Press, si ispira alla nota definizione dei rapporti affettivi proposta da Facebook (“Sposato”, “Single”, “E’ complicato”) e si propone di indagare il tema senza cadere in semplificazioni poco utili. Un merito del libro è senz’altro quello di mettere in discussione alcuni luoghi comuni che cominciano a  spadroneggiare nei discorsi e nei testi che si occupano di giovani e social media. A cominciare dai “nativi digitali”, che secondo boyd non hanno particolari abilità o superpoteri, come sostiene l’inventore del termine, il giornalista e consulente Marc Prensky. “Sia gli adulti che i ragazzi hanno molto da imparare…La familiarità con gli ultimi gadgets o servizi è spesso meno importante del possesso delle conoscenze critiche per partecipare in modo proficuo alla vita online, incluse la capacità di controllare come si muovono le informazioni personali e quella di cercare e interpretare le informazioni cui si ha accesso”, scrive l’autrice, che invita i genitori e gli educatori ad assumersi le proprie responsabilità e a non rifugiarsi nel comodo alibi che non ci sia niente da insegnare a giovani che ne sanno più di loro. Fra i temi affrontati nel volume ci sono: cyberbullismo, dipendenza da Internet e privacy, sui quali la studiosa propone una lettura diversa da quella imperante nei media, anche se non sempre condivisibile. E’ certamente utile ricordare che il concetto di privacy per i teenagers è soprattutto visto in relazione agli adulti,  come un modo per difendersi e sentirsi protetti dalle intrusioni di genitori ed educatori nella vita privata. Il che spiega perché ci sia poca preoccupazione e consapevolezza riguardo all’eccesso di  informazioni e immagini messe a disposizione online sulla propria vita. Sul cyberbullismo l’autrice invita a considerare con più attenzione le condizioni patologiche da cui si sviluppa, senza demonizzare la tecnologia, e lo stesso atteggiamento viene proposto nel considerare la dipendenza da Internet. boyd fa propria la citazione di Vint Cerf, uno dei padri della Rete: “Internet è uno specchio della nostra società…Se non ci piace ciò che vediamo in quello specchio il problema non è intervenire sullo specchio, ma sulla società”. Se è vero che la Rete è uno specchio, non è però del tutto neutrale. E forse richiede qualche cautela in più di quelle suggerite da boyd.

La gamification nel lavoro e nell’educazione

Copertina Fogli marzog.r. – Che cos’è la gamification? Cominciamo da quello che non è: aggiungere giochini a un argomento serio per intrattenere chi altrimenti si annoierebbe. Invece è un metodo per rendere più coinvolgenti delle realtà di apprendimento che altrimenti risulterebbero più ardue, faticose e difficili. Il segreto per una “buona” gamification è partire dallo scopo che s’intende raggiungere, e usarne gli strumenti non come accessori per divagare o imbonire, bensì per favorire la comprensione e l’immedesimazione. Di tutto questo, applicato alla scuola, ho parlato in un articolo su “Fogli” di marzo. La gamification è ben nota negli ambienti del marketing, molto meno nell’educazione, dove avrebbe potenzialità importanti. Ecco l’articolo: Gamification al lavoro. E a scuola?

Facebook sta invecchiando? Perché ha comprato Whatsapp

Copertina "Fogli" di aprile

Copertina “Fogli” di aprile

g.r. – Facebook sta invecchiando? Forse no, ma certamente sta riflettendo sull’evoluzione della rete, che vede sempre più in primo piano terminali portatili come tablet e smartphone, con la loro facilità e immediatezza d’uso. Per questo molti giovani e giovanissimi preferiscono sempre più sistemi immediati di messaggistica, maneggiabili in qualsiasi momento. Ed è per questo che Facebook si è tutelando comprando (per un mucchio di miliardi di $) il potenziale concorrente Whatsapp. Chi fosse interessato all’argomento legga questo mio articolo su “Fogli”: Ciao ciao Facebook?

Concorso Aesvi per studenti “pionieri” sviluppatori di videogiochi

g.r. – Aesvi, Associazione editori e sviluppatori di videogiochi italiana, ha bandito un bel concorso incentrato sulla parola “pionieri”, applicata a coloro che creano “nuovi mondi” digitali tramite i videogame.

Ecco il video di presentazione:

Ed ecco alcune informazioni sul concorso:

Leit motiv della campagna 2014 è la visione degli sviluppatori di videogiochi come “pionieri moderni” che creano nuovi mondi e danno accesso a nuove dimensioni, nuove esperienze e nuovi immaginari. Dopo il focus della campagna dello scorso anno sulla passione, sull’impegno e sul futuro dell’industria dei videogiochi, quest’anno AESVI ha deciso di ripartire proprio dal concetto di #pioniere e di mettere al centro dell’iniziativa gli appassionati di videogiochi, ai quali darà la possibilità di entrare in contatto con alcuni sviluppatori italiani, visitando gli studi dove lavorano e partecipando al processo come spettatore di produzione del videogioco. Continue reading “Concorso Aesvi per studenti “pionieri” sviluppatori di videogiochi” »

Gamification: non solo i panni di Berlusconi

braid3g.r. – Interessante commento sul “Corriere della Sera” su un’iniziativa di gamification intrapresa dal londinese Guardian, consistente nello scegliere i vestiti da far indossare a Berlusconi in corrispondenza della pena che il lettore vorrebbe per lui.

L’articolo si può leggere qui.

Poi il discorso si allarga ai possibili benefici della gamification, di cui comincia a parlarsi sempre di più. Materiali su cui riflettere.

Sabato 12 aprile lezione di videogame per bambini a Milano!

Child of Light - Screenshot#4g.r. – Sabato 12 aprile a Milano, a partire dalle h 9.30, presso il Talent Garden di Milano (Via Merano, 16), i bambini dai 7 anni in su (fino ai 17) potranno partecipare gratuitamente ad una speciale lezione grazie alla quale impareranno a creare un vero videogame. Ogni partecipante riceverà il suo diplomino e porterà a casa il videogioco creato.

L’evento è firmato CoderDojo, un movimento senza scopo di lucro che si occupa di istituire dei club in giro per il mondo (in Italia sono presenti in 20 città) per organizzare incontri e corsi gratuiti dedicati ai bambini dove imparare a programmare. La special guest della lezione sarà Aurora, personaggio del videogame Child of Light. La giovane principessa sarà la protagonista dei videogiochi creati dai piccoli partecipanti.

Lezione videogame

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