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Videogiochi, siti, libri, reti sociali, incontri per vivere in famiglia l'era digitale

3-6 anni

Freestyle pc: e il bambino naviga senza rischi

FreestylePcForKids1g.r. – Un uovo di Colombo: una chiavetta usb che si collega alla porta del pc e schiude un “giardino” in cui un bambino può aggirarsi senza rischi e, invece, divertendosi con scoperte e stimoli positivi.

Si chiama  Freestyle pc e lo si deve a Stefano Tagliabue, fondatore di Freestyle Pc for Kids, un progetto informatico per bambini, dai 3 ai 10 anni su ciò si possono trovare maggiori informazioni qui. Sul sito si può anche acquistare la chiavetta direttamente).

Si tratta di un sistema operativo (basato su Linux) personalizzato per i più piccoli, “inserito” in una chiavetta USB. La chiavetta si inserisce nel pc, il sistema parte, e poi si estrae quando si vuole smettere di usarla (e il pc torna esattamente come prima). In questo modo, quando si inserisce la chiavetta, i bambini possono trovare su qualsiasi pc dei propri genitori un ambiente digitale in cui muoversi e sperimentare.
Tagliabue ha dedicato due anni al progetto, con un’insegnante e una psicologa, e lo ha lanciato ufficialmente un paio di mesi fa.
A testimoniare quanto l’iniziativa sia interessante, in un mese e mezzo sono giunti circa mille ordini dall’Italia (e dal Canada, Belgio, Olanda, UK, Svizzera, Germania e Francia), senza investimenti pubblicitari.
All’interno della chiavetta si trovano 400 giochi e percorsi educativi, una suite “Office” per bambini, un browser sicuro e un’area dedicata all’apprendimento della lingua inglese.

“Family game”, laboratorio videogiochi al Fiuggi Family Festival

g.r. – Torno ora dal Fiuggi Family Festival appena concluso. E’ stata una bellissima esperienza, arricchita da tante famiglie (20mila le presenze) venute a divertirsi e a scoprire le proposte. Il laboratorio videogame, grazie ai tutor Ermanno, Eugenia, Pietro, Marco e Marco (15 anni il più giovane, 40 il più “anziano”) ha funzionato a pieno regime mattina e pomeriggio, ospitando bambini, ragazzi, genitori e nonni: 80 anni il record della giocatrice più matura. A molti abbiamo spiegato pregi, difetti e soprattutto potenzialità dei videogiochi in una dimensione family. Non finisce qui: l’esperienza srà ampliata e ripetuta, anche grazie alle richieste del pubblico intervenuto (molti vorrebbero fare altrettanto nelle loro città…).

Intanto è giusto ringraziare Aesvi per il patrocinio e Disney, Microsoft, Nintendo e Sony per la collaborazione.

Sul sito www.fiuggifamilyfestival.org maggiori notizie su ciò che è successo a Fiuggi dal 24 al 31 luglio.

Giuseppe Romano

Petimos, peluche contro i pedofili in Rete

INTERNET: ECCO ROBOT CHE PROTEGGE BIMBI DA PERICOLI ONLINE

La notizia l’ha data un’Ansa del 10 maggio: peluche-robot proteggeranno i bambini  dai cyberbulli e dai pedofili appostatì online.

L’idea è analoga a quella del citofono da tenere acceso mentre il bimbo dorme e i genitori sono in soggiorno con amici: i social robot, chiamati Petimos, sembrano dei pupazzi di peluche ma vigilano sul bambino quando è collegato in internet e avvertono i genitori ogni qualvolta il figlio riceva una richiesta di amicizia sospetta. Qualcosa a metà tra angelo custode e poliziotto di quartiere (virtuale), insomma.
I Petimos sono stati inventati da Adrian David Cheok della National University di Singapore. Per ora, è spiegato sul magazine britannico “New Scientist” che ha dato l’annuncio, i robot funzionano solo sul loro social network. Prossimamente potrebbero diventare gli amici fedeli dei navigatori più indifesi dello spazio virtuale e accompagnarli su qualunque sito proteggendoli.
Del resto, una recente indagine ha evidenziato che quasi un bambino su 5, (18%) di 8-10 anni usa social network dedicati ai più
piccoli: My Secret Circle, Yoursphere e FaceChipz per esempio. Altre indagini suggeriscono che qualcosa come tre bambini su 10
sono stati vittime di bullismo online.
Il principio in base al quale funzionano i Petimos si basa sulla corrispondenza del peluche con il suo avatar in rete: mentre il bambino comunica fisicamente con il proprio Petimo, l’avatar del robot agisce nella rete. Anche i Petimos di bambinii amici comunicano tra loro attraverso i propri avatar; infine avvertono i genitori di intrusioni sospette. O, almeno, queste sono le promesse.

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