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Videogiochi, siti, libri, reti sociali, incontri per vivere in famiglia l'era digitale

Libri

Interviste con Giuseppe Romano su Videogame e gamification

Giornalista, docente universitario, consulente di comunicazione aziendale, esperto in gamification

Giuseppe Romano

g.r. – Sul sito Aesvi, Associazione editori, sviluppatori videogiochi italiani, è apparsa una mia lunga intervista in seguito all’uscita del mio libro sui videogiochi e sulla gamification, Mass Effect. Chi vuole leggerla la trova qui: Intervista Aesvi.

Anche Mente locale mi ha intervistato, in previsione della mia partecipazione del 13 maggio al Dams di Imperia: Intervista Mente Locale

La vita sociale dei teenagers online? “E’ complicata”, ci spiega la studiosa danah boyd nel suo ultimo libro

s.g.- Schermata 04-2456754 alle 18.40.43Il titolo non lascia dubbi: danah boyd, ricercatrice alla Microsoft, specializzata nei rapporti fra giovani e nuovi media, mette subito in chiaro che il tema “è complicato”. “It’s complicated”, uscito da poco negli Stati Uniti, da Yale University Press, si ispira alla nota definizione dei rapporti affettivi proposta da Facebook (“Sposato”, “Single”, “E’ complicato”) e si propone di indagare il tema senza cadere in semplificazioni poco utili. Un merito del libro è senz’altro quello di mettere in discussione alcuni luoghi comuni che cominciano a  spadroneggiare nei discorsi e nei testi che si occupano di giovani e social media. A cominciare dai “nativi digitali”, che secondo boyd non hanno particolari abilità o superpoteri, come sostiene l’inventore del termine, il giornalista e consulente Marc Prensky. “Sia gli adulti che i ragazzi hanno molto da imparare…La familiarità con gli ultimi gadgets o servizi è spesso meno importante del possesso delle conoscenze critiche per partecipare in modo proficuo alla vita online, incluse la capacità di controllare come si muovono le informazioni personali e quella di cercare e interpretare le informazioni cui si ha accesso”, scrive l’autrice, che invita i genitori e gli educatori ad assumersi le proprie responsabilità e a non rifugiarsi nel comodo alibi che non ci sia niente da insegnare a giovani che ne sanno più di loro. Fra i temi affrontati nel volume ci sono: cyberbullismo, dipendenza da Internet e privacy, sui quali la studiosa propone una lettura diversa da quella imperante nei media, anche se non sempre condivisibile. E’ certamente utile ricordare che il concetto di privacy per i teenagers è soprattutto visto in relazione agli adulti,  come un modo per difendersi e sentirsi protetti dalle intrusioni di genitori ed educatori nella vita privata. Il che spiega perché ci sia poca preoccupazione e consapevolezza riguardo all’eccesso di  informazioni e immagini messe a disposizione online sulla propria vita. Sul cyberbullismo l’autrice invita a considerare con più attenzione le condizioni patologiche da cui si sviluppa, senza demonizzare la tecnologia, e lo stesso atteggiamento viene proposto nel considerare la dipendenza da Internet. boyd fa propria la citazione di Vint Cerf, uno dei padri della Rete: “Internet è uno specchio della nostra società…Se non ci piace ciò che vediamo in quello specchio il problema non è intervenire sullo specchio, ma sulla società”. Se è vero che la Rete è uno specchio, non è però del tutto neutrale. E forse richiede qualche cautela in più di quelle suggerite da boyd.

Tutto quello che vorreste sapere su videogiochi, gamification, advergame

 

EMass effect libro Giuseppe Romano‘ uscito il libro di Giuseppe Romano “Mass effect. Interattività ludica e narrativa: videogame, advergame, gamification, social organization” (Lupetti, Milano 2014). Vi si parla di come la logica interattiva e narrativa di cui i videogiochi sono l’espressione più diffusa stia conquistando tutti gli ambiti della nostra esistenza, da quelli personale e familiare a quello lavorativo. Cliccando qui si va sulla scheda Amazon.

Perché le storie funzionano? Storytelling e interattività

super-mario-brosg.r. – perché le storie funzionano? E’ il titolo di un incontro che si terrà a Milano, alle Stelline, venerdì 29 novembre. Cliccando su Invito Storyline si può scaricare copia dell’invito. A parlare di storie, soprattutto, digitali, saremo noi autori della collana  Storyline, di Lupetti editore. Dico “parleremo” perché in quella collana sta per vedere la luce il mio libro su videogiochi, linguaggio interattivo, gamification eccetera. SI intitolerà appunto:

Mass effect

Interattività ludica e narrativa: videogame, advergame,
gamification, social organization

Digital Kids: il decalogo Internet per genitori e figli

Online, nella sezione info (qui), abbiamo inserito un ampio estratto del nostro volume “Digital kids. Guida ai migliori siti web, cd-rom e videogiochi per bambini e ragazzi” (Raffaello Cortina Editore, Milano 2001), tuttora in libreria. Chi volesse può scaricarlo. A testimonianza del fatto che può essere utile inserisco qui sotto un Decalogo della navigazione in sicurezza con le avvertenze per genitori e per figli:

Avvisi ai naviganti

Oltre agli ausili della tecnologia è necessario seguire alcune semplici regole di comportamento per evitare spiacevoli sorprese nel corso della navigazione online dei propri figli o allievi. Sono molti i siti italiani e stranieri che riportano il decalogo della navigazione in sicurezza. Si tratta in buona parte di regole dettate dal buon senso. Qui ve ne offriamo un compendio:

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I valori famigliari secondo Jesper Juul

“Cos’hai fatto oggi all’asilo?” “Hai mangiato tutto?”, “E’ stata una bella giornata?”. Tipiche domande di una mamma apprensiva all’uscita della scuola materna. Secondo Jesper Juul, terapeuta familiare danese, autore del recente “La famiglia che vogliamo” (Urra/Apogeo, 11 euro), le risposte di un bambino sano ed equilibrato dovrebbero suonare più o meno così: “te lo dirò quando avremo ristabilito un vero contatto tra di noi. Non ho nessuna voglia di fare rapporto”, oppure “cos’è una bella giornata? Ti interessa anche se ho passato una giornata tremenda o me lo chiedi solo per metterti la coscienza a posto?”. Spesso, spiega Juul, con i nostri figli noi non ci mettiamo veramente in gioco, ma preferiamo recitare un ruolo e questo ci rende impossibile una reale comunicazione con loro. L’autenticità, secondo l’autore, è invece uno dei valori fondamentali che permettono a una famiglia di funzionare. Insieme a essa ci sono l’integrità e la responsabilità, che consentono a ogni componente di poter esprimere le proprie emozioni con libertà nella certezza di vederle accolte, se non assecondate completamente. Fondamentale è poi il ruolo di guida dei genitori, che per Juul è un diritto (dice proprio così) dei nostri figli almeno fino all’età di 18-20 anni. Il padre e la madre fino a quell’età sono come dei fari, che a intervalli regolari emettono segnali in grado di evidenziare la giusta via. Non ci sono scuse valide per sottrarsi a questa responsabilità. Fuori e dentro Internet.

Stefania Garassini

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