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privacy

Snapchat si usa a proprio rischio e pericolo

Schermata 10-2456946 alle 19.59.12s.g. – Troppo impegnativo e costoso garantire la sicurezza delle immagini scambiate su Snapchat. Si difende così l’azienda che gestisce il popolare servizio, considerato fra i più attenti alla privacy visto che le foto scambiate si cancellano dopo pochi istanti dal monitor di chi le riceve. Peccato che di recente il sito abbia subito un attacco di hacker, che hanno messo online circa 13 GB di foto degli utenti. Secondo l’azienda la responsabilità sarebbe degli utenti che avrebbero utilizzato un programma sviluppato da terze parti e poco sicuro. Motivazioni tecniche a parte, che qui non interessano (per chi volesse dettagli qui si trova il post sul blog di snapchat, citato dalla rivista online readwrite), la notizia è l’ennesima conferma del fatto che scambiarsi qualsiasi contenuto su Internet equivale a scriverlo sulla pietra. Anche se ci pare che si cancelli dopo un attimo.

La privacy? Un’anomalia. Parola di Vinton Cerf

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s.g. – Vinton Cerf, uno dei padri di Internet, che attualmente lavora a Google come Internet evangelist, ha affrontato il tema della privacy in un suo recente intervento a un simposio organizzato dall’americana Federal Trade Commission. La privacy – ha spiegato Cerf -, fino a qualche decina d’anni fa, non esisteva neppure come concetto: “nel piccolo Paese dove vivevo da bambino il postino sapeva con precisione chi e da chi aveva ricevuto corrispondenza e in generalein una cittadina di tremila persone tutti sapevano tutto di tutti”. Soltanto con l’avvento delle grandi città e la diffusione delle tecnologie la privacy è diventata un concetto importante e certamente occorre trovare delle modalità per garantirla. Ma non sarà facile. Potrebbero aspettarci tempi duri, ha concluso Cerf. L’analisi di Cerf è certamente interessante, un’osservazione però va fatta. Se è vero che nei piccoli villaggi tutti erano al corrente dei fatti principali della vita di tutti è anche vero che tutti si sentivano un po’ responsabili degli altri e in particolare dei bambini e dei giovani, secondo quel modello di “genitorialità diffusa”, che oggi sembra purtroppo tramontato. Su Internet non è  così. Il recente dibattito sull’opportunità di  mantenere attiva una rete sociale problematica dal punto di vista educativo come ask.fm ne è un esempio lampante. I nostri figli devono crescere sani ed equilibrati, ma la responsabilità di questa crescita non se la prende nessuno. E’ tutta sulle spalle dei genitori.

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