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Videogame

Quali materie? Lo studente le sceglie con un videogioco

VALLARINO-Marco-203x300g.r. – Marco Vallarino è, da lungo tempo, un pioniere e un maestro nel campo dei videogiochi made in Italy: o, almeno, di quella particolare categoria costituita dalle “avventure testuali”: labirinti narrativi in cui ci si muove dialogando con il proprio pc. Storie come Darkiss e Ayon hanno appassionato migliaia di persone. Chi voglia saperne di più può partire dal sito di Vallarino: http://www.marcovallarino.it.

Ma veniamo alle novità. Qualche settimana fa, nel liceo Marconi di Imperia, Vallarino ha presentato un videogioco progettato e realizzato insieme a un gruppo di studenti: nel link qui accanto un articolo informativo La Repubblica – Genova.

Gli ho chiesto di raccontarlo in breve ed ecco la sua risposta:

Si tratta di una avventura testuale (ovviamente!) illustrata da una
ricca documentazione fotografica, che permette di visitare la scuola
in maniera interattiva e sottoporsi ad alcuni test attitudinali di
elettronca, meccatronica, informatica, meccanica, idraulica,
eccetera... per permettere di scoprire eventuali interessi per le
materie che si insegnano al Marconi.

L'opera si rivolge in particolare agli studenti di terza media che
devono decidere come proseguire gli studi e le prove proposte variano
dalla riparazione di un termosifone al cambio dell'olio di un motore
di un'auto, dalla realizzazione di un circuito stampato alla
programmazione di un chip, fino all'assemblaggio di un piccolo robot.

Una bella iniziativa messa a disposizione gratuitamente nella scuola tramite pc, smartphone e tablet. A dimostrazione che esiste una “gamification” seria e promettente e che a volte le strade più semplici sono le migliori. Niente effetti speciali, qui, ma una visita piacevole e maieutica, per rivelare le inclinazioni personali dei giovani studenti.

 

Lentezza e duello, il fenomeno Heartstone

heartstone 2gr – C’è un videogioco online che in poco tempo si è ritagliato un oceano su misura, con ben trenta milioni di iscritti giocanti: si tratta di Heartstone, una produzione Blizzard: gli stessi di World of Warcraft, di cui si riprendono alcuni temi e ambientazioni. Ma Heartstone è… un gioco di carte collezionabili, che mette insieme la gradevolezza scenografica e una strategia ben pensata. Interessante riflettere sul fatto che in un mondo e in un settore in cui la rapidità (di riflessi, di reazione) è d’ordinanza insieme al multiplayer, s’imponga invece un gioco dove vincono il tu-per-tu (il duello) e la “lentezza” dello scontro a mosse.

Lo si può giocare su pc, su mac, su tablet e su smartphone.

Su Heartstone ho scritto un articolo da poco uscito sul mensile Studi cattolici: s’intitola Il prodigio semplice di Heartstone e basta fare click sul link.

Penso, quindi clicco. Seminario sull’uso consapevole di Internet, dei social media e dei videogiochi

ragazzi-al-computer-mods.g. – Come usare Internet al meglio, per trovare informazioni davvero utili e veritiere? E come partecipare in modo positivo alla vita nei social network e nei grandi videogiochi online? A queste domande si proponeva di rispondere un seminario organizzato dall’Associazione ex alunni dell’Itis e Lice scientifico delle scienze applicate Molinari in collaborazione con la sede di Milano dell’Aiart, associazione spettatori (www.aiart.org) e tenuto da Stefania Garassini (vicepresidente della sezione milanese dell’Aiart) e Giuseppe Romano, docenti di Comunicazione Multimediale all’Accademia Santa Giulia di Brescia e di Web Communication all’Università Cattolica di Milano e autori di questo blog. Il seminario, della durata di tre ore, si è rivolto a un pubblico di circa un centinaio di allievi dell’ultimo anno del Molinari. Il percorso è iniziato con una riflessione sull’attenzione e come usarla al meglio per navigare in rete, ed è proseguita con le strategie per valutare le informazioni trovate su Internet e stabilire se sono credibili.  I docenti hanno poi affrontato il tema dei social network e dei videogiochi, spiegando i meccanismi che creano il coinvolgimento dei giocatori e soffermandosi su alcuni consigli di “netiquette” per riuscire a gestire la meglio il mondo online e offline.

Ancora giochi e videogiochi al Fiuggi Family Festival

Fiuggi logoTornano anche quest’anno i videogiochi al Fiuggi Family Festival. giunto alle settima edizione e in programma nei prossimi giorni con un calendario fitto d’impegni (vedi www.fiuggigamilyfestival.org).

Ecco un comunicato che descrive più ampiamente il kids corner:

ALLA SETTIMA EDIZIONE DEL FIUGGI FAMILY FESTIVAL

ARRIVANO ANCHE I TRANSFORMERS

 

In attesa del quarto film, si festeggia il trentesimo compleanno dei robot-veicolo a suon di giocattoli, videogiochi, fumetti e cartoni animati. Ecco qualche ingrediente del Kids Corner.

 

Milano, luglio 2014 – Il Fiuggi Family Festival, in occasione della sua VII edizione prevista dal 19 al 26 luglio, inaugura il Kids Corner, un’area interamente dedicata ai bambini e ai ragazzi. Tante le attività previste, a cominciare dal Transformers Time. Per celebrare il 30° anniversario e l’uscita del imperdibile film dedicato ai robot-veicolo più famosi al mondo, ogni giorno nell’area kids ci sarà davvero da divertirsi: dall’anteprima assoluta dei giocattoli tratti dal kolossal firmato Michael Bay, alle sfide con il nuovissimo videogioco, TRANSFORMERS: THE DARK SPARK. Continue reading “Ancora giochi e videogiochi al Fiuggi Family Festival” »

“Frontier”, l’universo in mano trent’anni dopo. Un videogioco formativo

Frontier elite

g.r. – Se l’immagine appare datata, è perché lo è: siamo nel 1983 e questo è uno scatto dal videogioco “Frontier: Elite”. Oggi sul Corriere Riccardo Meggiato traccia un sacrosanto panegirico del gioco e del suo ideatore David Braben (chi vuole lo legga qui). E’ uno dei videogiochi più visionari che siano mai apparsi: un universo interminabile dove c’è sempre un altro posto dove andare. La bella notizia è che ne avremo presto un seguito, dopo tanti anni di attesa.

A mio parere è anche un gioco profondamente educativo, perché chiama in causa quella parte di noi che è insieme compressione e scatto: raccogliere le risorse, spiccare il salto.

Kirby: una fiaba interattiva e una console meno nevrotica di tablet e smartphone

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g.r. – Sono stato invitato, oggi, a una conferenza stampa del videogioco “Kirby: Triple Deluxe”, per Nintendo 3DS. E’ stata l’occasione per ragionare sugli usi positivi dei videogiochi su questa console touch screen, messi in mano ai bambini. Ecco alcune considerazioni sul tema:

La “nuova alfabetizzazione” di Nintendo DS

 

Nel 2004 la console Nintendo DS ha guidato la “migrazione linguistica” verso il touch screen, di cui è stata la capofila. Oggi, dieci anni dopo, la stessa console apre quella che potremmo chiamare la “nuova alfabetizzazione” dell’interazione di qualità.

Infatti non tutti i touch screen sono uguali. Sebbene gli schermi di tablet e smartphone abbiano dilatato il mondo delle app e dei giochi touch screen a un enorme pubblico potenziale, le caratteristiche di utilizzo della loro interattività sono spesso frammentarie, compulsive e interrotte dalla compresenza di infinite e disparate sollecitazioni. Sono, in altre parole, strumenti affascinanti, ma poco adeguati ai ritmi di svago e di apprendimento dei più piccoli. Che li “rubano” volentieri a papà e mamma, per poi ritrovarsi immersi in un mondo che non è il loro. Continue reading “Kirby: una fiaba interattiva e una console meno nevrotica di tablet e smartphone” »

Interviste con Giuseppe Romano su Videogame e gamification

Giornalista, docente universitario, consulente di comunicazione aziendale, esperto in gamification

Giuseppe Romano

g.r. – Sul sito Aesvi, Associazione editori, sviluppatori videogiochi italiani, è apparsa una mia lunga intervista in seguito all’uscita del mio libro sui videogiochi e sulla gamification, Mass Effect. Chi vuole leggerla la trova qui: Intervista Aesvi.

Anche Mente locale mi ha intervistato, in previsione della mia partecipazione del 13 maggio al Dams di Imperia: Intervista Mente Locale

“Indie”, viva l’indipendenza dei videogiochi

Un'immagine dello splendido "Braid"

Un’immagine dello splendido “Braid”

g.r. – Quando negli anni Novanta cominciavo a interessarmi di videogiochi, era abbastanza chiaro che in una buona parte dei casi si trattava di produzioni per addetti ai lavori: che, cioè, richiedevano molto impegno e molto tempo, certo non l’ideale per chi volesse curiosare senza impegno.

Poi i videogiochi sono cresciuti: case di produzione sempre più grandi, produzioni sempre più ricche, numeri sempre più alti di incassi e di pubblico.

Solo che questo fenomeno, alla fine (in questi anni Duemiladieci) sta divorando sé stesso: i videogiochi “popolari” costano così tanto che chi li sbaglia va a casa senza appello. Non soltanto i quasi 400 milioni di dollari di GTA, ma tanti altri blockbuster interattivi hanno stanziato decine e centinaia di milioni per sfondare la soglia dell’interesse generale. E, con numeri del genere, le produzioni davvero originali si sono ridotte sempre più: ogni anno le case di produzione calibrano le uscite in modo da non cannibalizzarsi a vicenda.

E sono (ri)nati gli “indie”. Ovvero i videogiochi indipendenti che – sul modello del cinema indipendente – nascono fuori dai giri commerciali, per la gioia e la voglia di crearli e di giocarci. Non tutti riescono bene, non tutti sono perfetti, ma alcuni sì e soprattutto molti esplorano effettivamente il panorama delle possibilità, con risultati soprendenti.

Chi ama i videogiochi deve esplorare questo mondo: ci troverà forse meno effetti speciali ma più stimoli, più scatti d’ingegno.

Mi riprometto di tornare sull’argomento presentando alcuni giochi che meritano. Intanto accenno una terna: due ormai classici e una novità.

1) Braid, di Jonathan Blow: geniale rompicapo e riflessione esistenziale sul tempo sotto forma di platform (come Supermario).

2) Minecraft di Markus “Notch” Persson, un mondo in cui si può fare quello che si vuole (a patto di non farsi mangiare da chi ci vuol male)

3) Starbound di Re-Logic, una galassia esplorabile pianeta per pianeta (tornano i vecchi tempi di “Frontier Elite”?).

Dove trovarli? Una strada maestra è la piattaforma Steam, che s’installa sul pc e permette di comprare (o prendere gratis in altri casi) e scaricare una marea di videogiochi, industriali o indie. Buon divertimento.

Ps4 e Xbox One: le console “troppo nuove”

165364g.r. – Escono in pompa magna le due console “next gen” di Sony e Microsoft, così in concorrenza da apparire più o meno insieme, entrambe in questo novembre, come ciclisti che si marcano a ruota per impedire la fuga dell’avversario.

Sono potenti, versatili, per certi versi innovative. Sono anche utili? Intendo, dal punto i vista di una famiglia e di un giocatore “normali”. A me pare che basti annotare la non-retrocompatibilità per instillare qualche dubbio: nessun gioco nato per girare sulle vecchie (ma splendide) ps3 e Xbox 360 funzionerà sulle loro luccicanti eredi. Intanto, dato che per ora escono versioni dei nuovi giochi anche per le precedenti, si può rinviare il salto.

Per il resto, s’è capito che la Ps4 è più orientata al gioco e la Xbox One ambisce a riassumere in sé il centro di controllo dei media salottieri. Tenuto conto che entrambe (la prima €399, la seconda €499) costano parecchio e non sono ancora assestate, suggerisco di rimandarne l’acquisto al  Natale 2014, quando si saranno già visti giochi concepiti soltanto per loro e utilizzi plausibili delle futuristiche e costose attrezzature che contengono (io, per esempio, non scommetterei una cicca sull’utilità di Kinekt e dei suoi “comandi corporei”: fin qui anche i giochi che li sfruttano sono stati una gran delusione).

Sicché capisco la fretta dei venditori, meno quella degli acquirenti.

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