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Videogame su console

Kirby: una fiaba interattiva e una console meno nevrotica di tablet e smartphone

INVITO Nintendo[13]-1

g.r. – Sono stato invitato, oggi, a una conferenza stampa del videogioco “Kirby: Triple Deluxe”, per Nintendo 3DS. E’ stata l’occasione per ragionare sugli usi positivi dei videogiochi su questa console touch screen, messi in mano ai bambini. Ecco alcune considerazioni sul tema:

La “nuova alfabetizzazione” di Nintendo DS

 

Nel 2004 la console Nintendo DS ha guidato la “migrazione linguistica” verso il touch screen, di cui è stata la capofila. Oggi, dieci anni dopo, la stessa console apre quella che potremmo chiamare la “nuova alfabetizzazione” dell’interazione di qualità.

Infatti non tutti i touch screen sono uguali. Sebbene gli schermi di tablet e smartphone abbiano dilatato il mondo delle app e dei giochi touch screen a un enorme pubblico potenziale, le caratteristiche di utilizzo della loro interattività sono spesso frammentarie, compulsive e interrotte dalla compresenza di infinite e disparate sollecitazioni. Sono, in altre parole, strumenti affascinanti, ma poco adeguati ai ritmi di svago e di apprendimento dei più piccoli. Che li “rubano” volentieri a papà e mamma, per poi ritrovarsi immersi in un mondo che non è il loro. Continue reading “Kirby: una fiaba interattiva e una console meno nevrotica di tablet e smartphone” »

Ps4 e Xbox One: le console “troppo nuove”

165364g.r. – Escono in pompa magna le due console “next gen” di Sony e Microsoft, così in concorrenza da apparire più o meno insieme, entrambe in questo novembre, come ciclisti che si marcano a ruota per impedire la fuga dell’avversario.

Sono potenti, versatili, per certi versi innovative. Sono anche utili? Intendo, dal punto i vista di una famiglia e di un giocatore “normali”. A me pare che basti annotare la non-retrocompatibilità per instillare qualche dubbio: nessun gioco nato per girare sulle vecchie (ma splendide) ps3 e Xbox 360 funzionerà sulle loro luccicanti eredi. Intanto, dato che per ora escono versioni dei nuovi giochi anche per le precedenti, si può rinviare il salto.

Per il resto, s’è capito che la Ps4 è più orientata al gioco e la Xbox One ambisce a riassumere in sé il centro di controllo dei media salottieri. Tenuto conto che entrambe (la prima €399, la seconda €499) costano parecchio e non sono ancora assestate, suggerisco di rimandarne l’acquisto al  Natale 2014, quando si saranno già visti giochi concepiti soltanto per loro e utilizzi plausibili delle futuristiche e costose attrezzature che contengono (io, per esempio, non scommetterei una cicca sull’utilità di Kinekt e dei suoi “comandi corporei”: fin qui anche i giochi che li sfruttano sono stati una gran delusione).

Sicché capisco la fretta dei venditori, meno quella degli acquirenti.

Kinect, Michael Jackson Experience, ds3d…

g.r. – Ho provato le emozioni tecnologiche di interagire con un mondo virtuale col mio corpo, senza controller (Kinect di Microsoft) e di giocare in 3d senza occhiali (DS). Ho recensito anche Michael Jackson Experience e Super Monkey Ball 3d. Inoltre c’è Ovotrovo, un uovo di Pasqua che sta nascosto e chiama… Per saperne di più questo post su Family Game.

Osè che fai ci provi? Altro che ragazzini

g.r. – è in commercio, con grande spolvero, un gioco che in italiano suona “Osè che fai ci provi?”, edito da Ubisoft. Il titolo originale suona “We Dare”. Si può usare con la Wii o con la Playstation 3.

Sulla confezione c’è scritto “da 12 anni in su” ma occorre molta cautela. Ne ho parlato ampiamente nel mio blog Family game su Famiglia cristiana, qui.

Art Academy: Giotto e Picasso abitano qui

g.r. – Basta vedere il frenetico pigiare di pollici sulle tastiere dei telefonini, in tram e per strada, per rendersi conto che bambini e adolescenti hanno una manualità, una competenza e una consuetudine all’uso delle tecnologie che gli adulti non hanno.

Già al presente, in verità, l’era digitale si è fatta strada nelle attività e nelle abitudini. Dovremmo valorizzare i punti d’incontro in cui è chiaro che la novità abbraccia la tradizione senza abbandonarla. Art Academy è uno di questi. Un software concepito per la console portatile Nintendo Ds, che aiuta a imparare a disegnare e dipingere. Evito il verbo “insegnare” perché la prima e più essenziale componente di questa (e di altre) proposte via computer è proprio il mettere in primo piano la capacità di autoapprendimento dell’allievo. È lui che impara, con l’assistenza intelligente e frequente di istruzioni che si adattano momento dopo momento al suo itinerario di scoperta in punta di pennino sul foglio elettronico. Art Academy è in grado di aiutare ad apprendere tecniche, soggetti, generi, migliorando in maniera verificabile. Non è strettamente un videogioco però sfrutta le caratteristiche dei videogiochi per imprimere un ritmo appassionante, in cui i gradi di apprendimento assomigliano ai “livelli” di certe galoppate lungo lo schermo. Solo che lì c’è soltanto evasione, qui invece si cresce davvero.

Un elemento notevole è la possibilità di scattare fotografie a un soggetto che si vuole dipingere e trasferirlo dentro il panorama di temi e strumenti disponibili, in maniera da confrontarsi con la realtà come farebbe un “vero” pittore.

Potrebbe essere un bel regalo per un ragazzo, e forse non solo: chissà che anche “ragazzi e ragazze” un po’ più attempati scoprano così la voglia di confrontarsi col (nuovo) mondo.

 

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