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Howard Rheingold

I nativi digitali? Non esistono

nativi-digitalis.g.-I nativi digitali esistono davvero? Se lo chiede lo scrittore Alessandro d’Avenia in un articolo uscito su La Stampa, che potete trovare qui. Secondo l’autore quella di “nativi digitali” è soltanto una comoda semplificazione che c’impedisce di guardare in faccia la realtà. L’autore sostiene, riprendendo le tesi di uno studioso come Cesare Rivoltella, che non ci siano prove scientifiche di un cambiamento strutturale nel cervello dei ragazzi che fanno massiccio uso delle tecnologie. Quindi un utilizzo indiscriminato di Lim e tablet nelle aule scolastiche non si può considerare, da solo, un rimedio alla mancanza di attenzione e di coinvolgimento degli alunni. L’articolo offre ottimi spunti per una riflessione seria sull’argomento. Ci sono molti punti in comune con il lavoro di Howard Rheingold sulle nuove competenze digitali, proposto in “Perché la rete ci rende intelligenti”, e in particolare sulla sua analisi approfondita delle dinamiche dell’attenzione.

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